Big Data, le imprese italiane a rilento

Il nuovo motore dell’economia mondiale non è il petrolio né tantomeno la plastica o i metalli rari. In mondo sempre più iperconnesso e digitalizzato, il nuovo El Dorado porta il nome di Big Data. Enormi contenitori di dati, dei database evoluti e giganti, che entrano nel mondo dell’economia e dettano la legge delle strategie finanziarie e di marketing.

Big Data, le imprese italiane

Ma come hanno fatto a dominare il mercato? L’importanza dei Big Data è tutta in quelle che gli esperti hanno definito “le tre V” ovvero Velocità, Varietà e Volume. È questo il DNA vincente dei Big Data, la cui peculiarità non è nella quantità dei dati che possiedono, o per lo meno non del tutto. La loro vera forza consiste nell’utilizzo che si può fare di questi dati. Perché possederli vuol dire poter lavorare alla riduzione dei tempi per sviluppare prodotti e offerte mirate per i clienti. Ecco perché tutte le aziende vogliono questi archivi, ecco perché sono pronte a spendere tanto: il giro d’affari solo italiano dei Big Data ha toccato nel 2019 la cifra di 1.7 miliardi di euro. Nel mondo si stima che questo mercato raggiungerà quota 247 miliardi di fatturato entro il 2022.

Li sfruttano tutti i Big Data, ma in Italia stiamo ancora in ritardo. “Oggi il Covid 19 ha fatto capire a tutte le aziende l’importanza di avere una presenza in rete – ha detto Mariano Corso su CosenzaChannel, docente del Politecnico di Milano e membro del Comitato Scientifico degli Osservatori Digital Innovation Polimi – ma questa non si costruisce dall’oggi al domani. Le imprese italiane devono ancora cogliere a pieno le opportunità offerte dal digitale e usano ancora troppo poco i big data (solo il 7% contro una media europea del 12%”.

Unico settore veramente virtuoso è quello dell’intrattenimento online, che da sempre sfrutta abbondantemente la tecnologia e le opportunità del digitale. Qui ad essere particolarmente usata è la tecnologia del machine learning, ovvero la capacità di leggere e interpretare questi flussi di dati che poi vengono utilizzati per studiare i comportamenti degli utenti, aumentando l’interazione e la fidelizzazione degli stessi.

Dal gioco legale ai sistemi bancari, passando per il mondo della scuola e quello della salute, l’industria retail e la comunicazione tutti sfruttano i Big Data per migliorare l’esperienza del cliente. Che sia un professore, un medico, uno studente o un semplice lettore.

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